UBUNTU E DE(S) COLONIALITÀ NELLA GIURISDIZIONE COSTITUZIONALE
UN DIALOGO VERSO LA TRANSMODERNITÀ GIURIDICA
Abstract
L'articolo si propone di instaurare un dialogo Sud-Sud tra la filosofia africana di ubuntu e la/le colonialità latinoamericana come proposte che, incorporate nel diritto occidentale, consentano la costruzione di un ordine politico-giuridico critico liberatorio. Sulla base delle lezioni di Enrique Dussel, il nuovo ordine che sussume la modernità e, allo stesso tempo, incorpora gli oppressi e gli esclusi dalla modernità eurocentrica è chiamato transmoderno. Presentiamo poi come la filosofia africana di ubuntu è incorporata nel diritto nei casi della Corte costituzionale sudafricana e riconfigura l'interpretazione dei diritti eurocentrici tradizionali. Allo stesso tempo, dimostreremo come la de(s)colonialità realizza anche una filosofia giuridica dei limiti, prendendo alcune cause della Corte Costituzionale Plurinazionale della Bolivia. Pertanto, da questo dialogo, concludiamo che sia l'ubuntu che la colonialità, quando incorporati nella giurisdizione costituzionale, soddisfano gli scopi della filosofia di Dussel di andare oltre il metodo analitico, attraverso l'esteriorità dell'ordinamento giuridico moderno ed eurocentrico che è dominante ed escludente.